Spartan Girls

Se avete già letto il nostro articolo sul mondo OCR saprete che The Fittest, con gli amici del CrossFit Roveri di Bologna, ha scelto di creare un proprio team dedicato agli Spartan Race.

La nostra idea ha avuto subito successo, cosa che ci ha riempito di soddisfazione: a noi si sono uniti tanti atleti, pieni di curiosità ed entusiasmo, dai neofiti totali agli “spartani” più esperti e competitivi, ma soprattutto hanno partecipato tante ragazze piene di grinta e carattere.

Oggi conosceremo quattro di loro: Clara, Elisa, Francesca e Lucia. Quattro ragazze con storie diverse alle spalle, con vite diverse, alcune di loro già mamme.

Una cosa in comune: la forza di volontà.

  • Ciao ragazze, raccontateci qualcosa di voi

ClaraHo 31 anni, lavoro come impiegata di banca e dedico il mio tempo libero alla mia famiglia, alla cucina e al Crossfit.

Elisa: Mi chiamo Elisa, ho 33 anni appena compiuti, mamma di una principessa di poco più di 2 anni ed impiegata commerciale. Adoro andare al ristorante, mangiare bene, le gita fuori porta con la mia famiglia/amici ed allenarmi.

Francesca: Mi chiamo Francesca, ho 32 anni e sono Gym Trainer della Virgin Active di Casalecchio di Reno. Lo sport è sempre stato parte integrante della mia vita, così tanto che ho deciso di farlo diventare anche un lavoro. Vivo pertanto di sport… e ciò che mi rende più felice è riuscire a vedere negli occhi dei miei clienti la felicità che vedo nei miei quando mi alleno.

Lucia: Ciao a tutti, mi chiamo Lucia e ho 37 anni. Sono ingegnere edile e, quando non lavoro, mi piace fare sport, cucinare e viaggiare.

  • Prima che ci raccontiate come avete deciso di provare lo Spartan Race, diteci degli sport che praticate attualmente e di quelli che avete praticato in passato

Clara: ho sempre praticato sport fin da bambina, principalmente nuoto e pallavolo, ma da almeno 10 anni con pochissima costanza. Da un paio d’anni grazie ad una collega ho scoperto il Crossfit, ed è stata dipendenza.

Elisa: Ho sempre praticato sport, adoro mettermi alla prova, mi piace essere sempre in forma e dedicarmi al mio corpo anche se non in maniera eccessiva/ossessiva. Ho fatto pallavolo, tennis, nuoto, pattinaggio (molti anni), palestra e da circa 5 anni ho iniziato a praticare il Crossfit.

Francesca: Sin da piccola non sono mai stata ferma. Con grande disperazione dei miei genitori ero sempre in giro a provare qualcosa: ho corso, nuotato, fatto palestra, danza, ginnastica artistica. Appena trovavo qualcosa di diverso trascinavo qualche mia amica o amico con me. Lui o lei durava poco, io ero sempre lì a sbattere la testa. Ho fatto anche arrampicata e un anno ho anche comprato una minimoto cinese per correre nei circuiti dell’Emilia Romagna (ma non diciamolo a mio padre…). Il denominatore comune in tutte le scelte sportive era solo uno: la sfida. Ho sempre sfidato me stessa. Appena imparavo qualcosa dovevo trovare un obiettivo diverso, qualcosa che ancora non sapevo fare. Ho sofferto di disturbi alimentari e lo sport mi ha sempre salvato. Avevo bisogno di energia per riuscire in quello che volevo fare e non ammettevo di non riuscirci. La ricerca della performance mi ha letteralmente salvato. E così, ormai 2 anni fa, con massa muscolare pari a zero e senza avere mai toccato un bilanciere, per puro caso sono arrivata al Crossfit ed è stato amore a prima vista. In realtà non proprio subito, considerando che all’inizio era un’impresa anche solo eseguire i movimenti con il PVC, ma aver davanti qualcosa di difficile e assolutamente oltre le mie possibilità fisiche è stata la scintilla di un grande amore.

Lucia: Mi piacciono praticamente tutti gli sport e, dopo averne provati vari in gioventù (basket, nuoto, tennis…), diciamo che ultimamente mi sono dedicata principalmente al calcetto e da qualche anno al crossfit.

  • Come avete conosciuto il mondo OCR e dello Spartan Race?

ClaraSempre grazie alla stessa amica che mi portò al box la prima volta: nel 2014 ricordo che tornò in ufficio con un dito rotto e mi raccontò di quella corsa così adrenalica, tanto da non farle accorgere della frattura.

Elisa: Un mio amico ha aperto insieme a soci 5 anni fa una palestra di crossfit, abbiamo iniziato per gioco… poi è diventato il mio ossigeno. Anche con l’esperienza spartan è iniziato tutto per caso, negli spogliatoi ne parlavano delle ragazze, da lì abbiamo deciso di andare insieme e fare gruppo… e che gruppo!!! Bellissima esperienza che ripeteremo quest’anno.

Francesca: Correndo, ho sempre sfidato me stessa e solo me. Correvo nella neve, correvo con 50 gradi ad agosto. Correvo ad ogni orario e quando più ne avevo voglia. Correvo perché correndo respiravo. Correvo perché era il mio modo per scappare dai problemi. Per staccare la testa. Per rendere tutto più leggero quando rientravo a casa. Non conoscevo lo Spartan Race ma un giorno ne ho sentito parlare tra i ragazzi che si allenavano con me. Mi sono informata e… beh! Corsa + ostacoli: potevo non farla???

Lucia: Semplice: sono stati i compagni di Crossfit a trascinarmi!!

  • La decisione di prendere parte al vostro primo Spartan Race come è nata? È stata vostra o siete state trascinate da qualche amica o amico?

ClaraÈ nata come sfida verso me stessa: dopo anni di inattività e una gravidanza, volevo superare i miei limiti fisici e fare qualcosa di nuovo. È stata una decisione di pancia, ero in vacanza e ho chiamato un amico che pratica Spartan system a Tortona convincendolo ad iscriverci insieme alla Spartan Race che si sarebbe tenuta a Malpensa un mese dopo.

Elisa: Come detto sopra è nata negli spogliatoi di crossfit Roveri… tra noi amiche se ne parlava ed abbiamo deciso di andare tutte insieme, forti del fatto che due di noi avevano già partecipato ad una Spartan… ce ne hanno parlato entusiaste per cui non ci abbiamo messo molto a decidere di iscriverci.

Francesca: Totalmente mia.  Volevo farla, dovevo farla e dovevo arrivare in fondo da sola. Testarda come sono, potevo chiedere aiuto a qualcuno?

Lucia: Come detto prima son stati proprio i compagni di Crossfit a convincermi a buttarmi nell’avventura e nella sfida dello Spartan Race. Io da sola forse non avrei mai deciso di provarci.

  • Ditemi del team The Fittest – Crossfit Roveri

ClaraScoperto anche questo per caso: ad Aprile 2018 si sarebbe tenuta la Spartan Race ad Orte e volevo partecipare a tutti i costi, ma non conoscevo nessuno che andasse. Essendo determinata a correrla, ho chiesto ad una ragazza vista due volte al box se voleva accompagnarmi, e così è stato. A quel punto tramite il box dove ci alleniamo, abbiamo scoperto l’esistenza del team The Fittest – Crossfit Roveri, a cui ci siamo unite, e da lì è nato non solo un gruppo per allenarsi insieme e per scambiarci consigli sulla gara, ma soprattutto un bellissima amicizia.

Elisa: Miglior team di sempre, noi ragazze abbiamo optato per la super (+13 km) Avevamo tutti le maglie del team, bellissimo, eravamo davvero un gruppo e lo siamo tutt’ora anche con i ragazzi.

Francesca: Già decisa a partecipare alla Spartan di Misano, ho sentito parlare del team al box. Non conoscevo ancora bene i ragazzi e le ragazze che ne avrebbero fatto parte, ma adesso, dopo la gara, sono entrata in quella che ormai considero Casa. Avere persone con cui stai bene, con cui ridi e scherzi ma con cui ti metti anche alla prova è stata la chiave per rendere l’esperienza unica.  Nella corsa ero da sola, tutti siamo soli con noi stessi in queste gare. Ci sei tu e ogni ostacolo. Ci sei tu e le tue paure da affrontare. Ma sapevo che il mio team era lì a correre con me e a superare i miei stessi ostacoli. Sola, non mi sono sentita mai.

Lucia: Beh, c’è poco da dire… più che compagni di palestra siamo una gran “balotta”!! Andare al box è sempre piacevole e super divertente. Così anche i giorni in cui magari sono più svogliata so che appena varco la soglia del box mi torna il sorriso.

  • In vista della gara avete modificato la vostra tabella di allenamento? Vi siete sottoposte ad allenamenti specifici?

ClaraIo prima mi allenavo poco, giusto due volte alla settimana. Il mese prima della competizione sono andata a correre circa 3 volte alla settimana e mi sono allenata al box altrettante volte, dedicandomi più a esercizi di resistenza rispetto che di forza.

Elisa: Io purtroppo no, con la bimba non ho moltissimo tempo per allenarmi oltre a quello che già faccio. Se potessi però si, potenzierei corsa e prove fisiche.

Francesca: Nessun allenamento particolare. Ho continuato ad allenarmi a Crossfit come tutti i giorni integrando i soliti allenamenti con la corsa.

Lucia: No nessun allenamento specifico, forse ho un po’ intensificato gli allenamenti. So però che mi avrebbe fatto piacere fare qualche “prova”, anche solo per capire che tipo di ostacoli avrei potuto trovare… e magari avrei fatto anche qualche prova di tecnica!

  • Ditemi della gara adesso: quale distanza avete scelto innanzitutto (Super, Sprint, Beast), che strategia avevate pensato per affrontarla e se siete riuscite ad applicarla fino in fondo

ClaraClara: Ho corso 5 Spartan Race dal 2017 ad oggi, 3 sprint, 1 super e 1 beast: penso che la cosa migliore sia partire con un ritmo lento nella corsa che sia sostenibile a lungo, senza voler strafare e prestando attenzione al terreno spesso molto scosceso onde evitare infortuni. Rispetto alla prima Spartan intrapresa, nelle successive ho portato con me gel da assumere durante il percorso e ho centellinato l’acqua bevuta nei punti di ristoro. Penso replicherò nelle prossime, non essendo il mio obiettivo principale il tempo, quanto il divertimento e ovviamente concludere la gara.

Elisa: Io ho scelto la SUPER (impavida per essere alla prima esperienza, ma sono fatta così), senza nessuna strategia… non sapevo cosa aspettarmi… sentivo un mix di adrenalina e paura mentre aspettavo che ci dessero il via e facevo riscaldamento con gli altri della nostra batteria.

Francesca: Essendo la mia prima gara ho preferito iniziare con la Sprint. Nessuna strategia tranne quella di… buttarmi! Quello che mi ha sempre “salvato” è il non pensare troppo ed affidarmi all’istinto: se ho un ostacolo davanti non ragiono molto (ahimè!) sui pericoli o come affrontarlo nel migliore dei modi, ma semplicemente… provo!!! Non nego che alcuni muri alti sono stati difficili, soprattutto con il fango sulle mani… ecco in alcune occasioni una spintarella l’ho chiesta eh!

Lucia: Ho fatto la Sprint, quella più corta… e sinceramente non avevo alcuna strategia, se non quella di cercare di sopravvivere fino alla fine. E sì, sono riuscita ad applicala fino in fondo!!

  • Avete corso in gruppo o da sole?

Clara: Sempre in due, anche partendo in gruppi più numerosi è giusto allinearsi con qualcuno che abbia lo stesso ritmo. Da soli invece si perde la maggior parte del divertimento.

Elisa: All’inizio abbiamo corso in gruppo, poi ognuno avendo il proprio ritmo è andato per la propria strada. Io ed un’amica siamo rimaste insieme nelle gioie e nel “dolore” fino alla fine.

Francesca: Da sola. Semplicemente, correvo. Non mi rendevo conto nemmeno di chi avevo vicino dopo poco!

Lucia: eravamo in gruppo, perché in tutti gli sport: l’unione fa la forza!!

  • Quali sono stati gli ostacoli che vi hanno messo più in difficoltà?

ClaraEssendo bassa sono stata penalizzata in diversi muri da scavalcare, ma anche dal rope climb, con la corda resa molto scivolosa dal passaggio degli altri partecipanti. Con il giavellotto rimangono a mio parere i più difficili.

Elisa: Sicuramente i muri… paura dell’altezza ma anche di quello che c’è sotto, in particolar modo per le pareti poste sulla strada asfaltata o sulle banchine in cemento dei moli.

Francesca: Muri. Alcuni erano alti e con le mani sporche la presa non è sempre stata semplice. Idem per le corde.

Lucia: Beh, sicuramente i mostri sacri Monkey bar e Rope climb… poi anche alcuni muri, come ad esempio il Reverse wall.

  • Vi siete aiutate per superare gli ostacoli più impegnativi?

ClaraCertamente, aiutate ma soprattutto spronate e sostenute perché alla fine ribadisco, è una bellissima esperienza ma non essendo professionisti va vissuta con cameratismo e con il sorriso.

Elisa: Certo, io e le compagne di team, ma anche perfetti sconosciuti ci hanno aiutato e noi loro. Ho trovato davvero moltissima disponibilità nonostante la competizione, ne sono stata entusiasta.

Francesca: Sì. Per alcuni muri particolarmente alti un aiutino l’ho chiesto!

Lucia: Certo che ci siamo aiutate, sennò ero ancora lì a cercare di superarli!

  • Ditemi la verità, quanti burpees avete fatto?

ClaraSempre 150, sono sempre i soliti 5 ostacoli per me insuperabili… per ora!!

Elisa: TUTTI, io non ZANZO MAI.

Francesca: Penalità per rope climb (corda molto sporca di fango e mani troppo scivolose!!!) e penalità per le mokey bar!!! 60 burpees!

Lucia: Dai alla fine è andata bene, ne ho fatti molti molti molti meno di quelli che pensavo di dover fare. Ne avrò fatti circa 120… alcuni in sharing!

  • Vi siete divertite? Consigliate questa esperienza? Pensate di partecipare di nuovo?

Clara: Sempre divertente, grande senso di libertà, adrenalina e voglia di superare continuamente i propri limiti. Consigliata a tutte coloro che pensano di non essere all’altezza, perché, ognuno con il proprio ritmo e con determinazione può concludere la propria competizione. Ovviamente parteciperò ancora, c’è una Trifecta da chiudere…

Elisa: Io mi sono divertita un sacco, forse era il gruppo giusto, forse la gara giusta, forse il meteo ci ha aiutato… ma mi piacerebbe partecipare di nuovo. Ovviamente con il gruppo già consolidato.

Francesca: Super divertita ed esperienza super consigliata. Parteciperò sicuramente…non posso avere solo uno spicchio di una medaglia!

Lucia: Mi sono divertita un sacco! E sono molto contenta di averla fatta, perché ho capito che i limiti sono fatti per essere superati… e con l’impegno e l’aiuto del gruppo si può andare più lontano di quanto si creda. Se la rifarò? Chissà… mai dire mai nella vita!

  • Un’ultima domanda solo per Clara: raccontaci brevemente della gara di Taranto, che sappiamo essere stata molto sfortunata per te

ClaraSempre con la testardaggine che mi contraddistingue, ho voluto iscrivermi alla Beast di Taranto per concludere la Trifecta nel 2018. Sapendo che la distanza sarebbe stata la più lunga da percorrere ho centellinato le energie fin dal principio, purtroppo, complice la mia scarsa altezza e la poca concentrazione sono scivolata scavalcando il muro della Marina militare. Il risultato è stata la frattura del malleolo, con conseguente operazione e riabilitazione… inutile dire che già da Dicembre ho ricominciato ad allenarmi e già ad Aprile potrò partecipare alla prossima Spartan!

SPARTAN RACE ED INTEGRAZIONE ALIMENTARE

Per gare di questo tipo, fondamentale è rimanere ben idratati, cosa che di solito non rappresenta un problema, in quanto lungo il percorso incontrerete punti di ristoro, ma una corretta integrazione ci può aiutare ad arrivare al traguardo con meno sofferenza e divertendoci di più. Questi i nostri consigli:

  • Pre workout: Prima del via, può sicuramente essere opportuno fare il pieno di energia a rilascio immediato e a lungo termine: WARM UP RIDE

Esistono anche nuovi prodotti a base di aminoacidi a catena ramificata BCAA appositamente studiati per l’endurance, che possono contribuire ad evitare catabolismo nel corso delle gare più impegnative:

BCAA + BETA-ALANINA

BCAA ENDURANCE

  • Intra workout: utili e comodi da traportare in tasca sono i Gel Energetici studiati per questo tipo di competizioni, che apportano sia carboidrati per dare energia immediata e a lento rilascio, sia sali minerali per ripristinare l’equilibrio salino dell’organismo.

Chi invece ha la possibilità di utilizzare un camel back, può disciogliere nell’acqua dei preparati energetici con sali minerali, come:

DURANTE BEVANDA ENERGETICA

KE SALI MINERALI

ISODRINK® SALI MINERALI

  • Post workout: alla fine della gara, soprattutto su lunghe distanze, il nostro organismo richiede nuova energia e aminoacidi per la riparazione del tessuto muscolare provato dalla competizione.

Sono quindi indicati tutti i post workout per il reintegro muscolare: POST WORKOUT

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