Difficilmente il Passatore, brigante del XIX secolo le cui gesta sono entrate a fare parte del folklore romagnolo, avrebbe mai potuto immaginare che a lui sarebbe stata intitiolata una delle più classiche ultramaratone di casa nostra,  la 100 km del Passatore, una corsa massacrante da Firenze a Faenza attraverso l’Appennino Tosco-Romagnolo, con qualunque condizione meteo, di giorno e di notte.

Potevamo noi di The Fittest mancare ad un evento così importante?

Certamente no, infatti oggi sentiamo cosa ci racconta di questa esperienza il nostro Daniele “Nakata” Cambriani, fresco reduce dall’edizione 2019!

  • Buongiorno Daniele, raccontaci qualcosa di te

DanieleCiao! Partiamo dall’età anche se è la cosa che mi piace meno… sono un “giovane” di 42 anni, laureato in Economia Aziendale, che attualmente lavora in Banca come Responsabile di Area. Gli hobby principali sono: calcio, atletica leggera e surf !!!

  • Raccontaci cosa sono le ultra maratone e in particolare cos’è la 100 km del Passatore

DanieleLe ultra maratone sono delle corse su se stessi ed un mettersi ogni volta alla prova per raggiungere nuovi limiti. Tra tutte le ultra maratone il la 100 km del Passatore è una di quelle più famose, belle e partecipate al mondo considerato che tutti gli anni partecipano atleti che vengono da diverse parti del mondo. Difficilmente chi sente nominare la “100 km del Passatore” non sa di cosa si tratta, sia che sia un atleta che non.

  • Complimenti, non è da tutti affrontare una corsa che mediamente dura più di 12 ore. E’ la prima ultra maratona a cui prendi parte? Come ti è scattata questa molla?

DanieleHo fatto diverse ultra trail che, seppur con dislivelli più difficoltosi, non hanno ma raggiunto una distanza così lunga: la massima distanza percorsa, fino al Passatore, è stata di 56 km. La molla è scattata perché a giugno ho in previsione di fare l’Ultra Trail di Lavaredo, 87 km di distanza con un D+ di 4.600 m. Quindi mi sono detto: “Qui bisogna cominciare a buttare sopra le gambe ore ed ore di corsa” visto che, se tutto andrà bene, la Ultra Trail di Lavaredo mi comporterà almeno 15-16 ore di gara.

  • Hai sempre praticato sport o la passione per la corsa è scattata verso i 40, come accade a tanti neo maratoneti?

DanieleGioco a calcio da quando avevo 8 anni e quindi, in un certo senso, la corsa mi è sempre stata “familiare” dato che ho giocato quasi sempre da centrocampista. All’età di 36 anni, non più un ragazzino, ho conosciuto un amico che correva e che mi aveva sempre parlato della maratona di NY. Me ne aveva parlato così tanto e così bene che ho cominciato ad aggregarmi a lui per gli allenamenti e da lì è nato tutto…

  • Con il calcio hai chiuso? Il tuo soprannome, che ci ricorda il fuoriclasse giapponese Hidetoshi Nakata, c’entra qualcosa con il football? Dicci qualcosa della tua storia di calciatore.

DanieleCon il calcio è difficilissimo chiudere! Da anni gioco nel campionato amatori perché lasciare lo spogliatoio è davvero difficile. A livello giovanile ho giocato in squadre importanti, come Lucchese, Cesena e Treviso. Ho avuto anche uno spaccato breve nella primavera del Bologna ma durato pochissimi mesi perché mal si conciliava con lo studio e papà non era tanto dell’idea di farmi puntare sul calcio. Il soprannome Nakata però nasce da una situazione veramente paradossale e buffa: ci trovavamo a giocare a Corticella e vicino alla panchina c’era un nido di vespe. Ad un certo punto una vespa mi si è avvicinata e con un gesto, tipo karate, ho cercato di eliminarla. Da quel momento un dirigente della squadra, che aveva visto la scena, ha cominciato a chiamarmi Nakata e il soprannome mi è rimasto addosso come un francobollo.

  • Segui un programma di allenamento particolare? In vista della 100 km lo hai modificato?

Danielecome dicevo prima la 100 km del passatore è stata inserita come allenamento e non come gara. Quando l’ho detto ai miei amici mi hanno preso per un mezzo matto. Purtroppo non ho molto tempo per allenarmi seriamente e cerco di sfruttare le maratone, ed ora anche le ultra, per allenarmi in vista degli appuntamenti più importanti.

  • Segui un piano nutrizionale particolare?

DanieleNon sono un fanatico delle diete però cerco di stare sempre attento a quello che mangio cambiando l’alimentazione a seconda delle stagioni e in vista delle gare che mano mano si avvicinano.

  • Che tipo di integratori usi? Quando? Nel corso della gara ti sono serviti?

Daniele: L’uso degli integratori è fondamentale! Grazie al supporto fornito da The Fittest sono arrivato in fondo alla 100 km del passatore senza particolari affanni e cali fisiologici. Diciamo che prevalentemente li uso nei momenti di attività più intensa sia a livello di allenamenti sia a livello di gare. Devo dire che, ogni tanto, le barrette di cui mi rifornisce The Fittest le mangio anche quando sono a riposo in ufficio visto che mi piacciono parecchio ma è più per golosità che altro. Nel corso della gara i gel energetici sono stati un tocca sana. Ogni 25 km ne prendevo uno associandolo ad acqua e sali minerali. Non ho mai avuto la percezione fisica di essere in affanno da un punto di vista alimentare. A tal proposito consiglio a tutti gli atleti che si cimentano nella ultra maratone e nelle ultra trail di prestare molta attenzione all’assunzione degli integratori che sono indispensabili affinché il fisico non risenta di particolari scompensi alimentari che potrebbero portare al ritiro dalla gara o peggio ancora a degli infortuni.

  • Quali sono stati i momenti più duri della gara? Hai pensato di mollare?

DanieleI momenti più duri sono stati al 33imo km e all’86imo. Il primo dovuto al forte caldo e il secondo alla classica stanchezza che prende tutti gli atleti quando sono vicini al traguardo e cominciano a “rilassarsi”. Nonostante questo non ho mai pensato veramente di ritirarmi perché non ho mai avuto la sensazione di cedere fisicamente e quindi a parte un po’ di flessione nel ritmo non ho mi sono mai detto: “adesso mi ritiro”. Devo però da dire che di atleti ritirati ce ne sono stati molti: su 3.300 atleti alla partenza ne sono arrivati 2.675. Molto probabilmente chi non ce l’ha fatta è perché non ha seguito un regime alimentare corretto durante la gara e fisico e testa hanno ceduto. E’ doveroso ricordare che in questo tipo di gare il 60-70% lo fa la testa e il restante la preparazione fisica. È normale che, dopo un certo chilometraggio, la testa dica al corpo di fermarsi ed è in quei momenti che si deve essere veramente preparati! È abbastanza scontato che nel momento in cui testa e fisico ti dicono di fermarti un atleta vada verso il ritiro. Ecco perché il mantenimento di uno stato generale fisico dove ci sia sempre della “benzina” è fondamentale!

  • Quando hai capito che ce l’avresti fatta a tagliare il traguardo?

DanieleQuando alle tre mattina mi ha chiamato un mio amico che stava seguendo la gara e mi ha detto: “sei arrivato a Brisighella (a 12 km dal traguardo), ora fai quello che ti pare ma anche sulle ginocchia devi arrivare al traguardo”! Parliamo di un mio carissimo amico con il quale mi alleno che ha fatto diverse ultra maratone arrivando a farne una di 250 km.

  • Quali erano state le gare più dure affrontate finora?

DanieleSicuramente ricordo l’enorme fatica della mia prima maratona, a New York, e della mia prima Ultra Trail, la Cortina Sky Race. In questa mi sono rotto una costola e ci hanno messo quasi un’ora per togliermi i sassi che si erano infilati nelle ferite alle mani.

  • La vittoria più bella?

DanielePenso che la vittoria più bella sia stata alla maratona di New York, un po’ perché è stata la mia prima maratona e un po’ perché è stata sicuramente la più bella visto che c’erano 2,5 milioni di persone a tifare dal vivo. Davvero difficile trasmettere la sensazione che si vive in quella gara se non vi si partecipa.

  • Quali sono le prossime sfide che ti attendono?

DanieleBeh come ho scritto sopra sicuramente la sfida più dura, attesa e bella sarà il prossimo 29 giugno sulle Dolomiti dove mi attenderà una gara di livello internazionale, con atleti provenienti da tutto il mondo (U.S.A., Giappone, Brasile, Canada, U.K, Svezia, Danimarca, Cina, ecc.), in una meravigliosa cornice e che spero mi regalerà punti ITRA per poter accedere a nuove e sempre più stimolanti nuove sfide! Oltre tutto sarà anche il giorno del mio compleanno!

E tutti noi faremo il tifo per lui!

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